Provate a immaginare tre ipotetici kamikaze. Il primo desidera farsi esplodere in mezzo alla folla perché sicuro che il suo sacrificio possa risollevare economicamente la sua famiglia e spalancargli le porte di un paradiso affollato di vergini. Il secondo è motivato da una profonda rabbia per l’umiliante trattamento riservato al suo popolo, e crede che lasciar deflagrare il proprio corpo in una nube di polvere da sparo e bulloni sia il miglior metodo per rispondere all’oppressore. Il terzo invece si sente in dovere di portare a compimento il suo martirio perché, avendo già registrato un videomessaggio con tanto di Corano e kalashnikov in mano, non può più fare alcun passo indietro, altrimenti sarebbe marcato a vita come vigliaccio. Ciò che i tre kamikaze hanno in comune è una forte motivazione a realizzare l’intento suicida [..] DENIS [...]
